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febbraio 25th, 2013

Articolo:

Assomicroimprese sostiene le edicole della Regione !

News, by assomicroimprese.

Ognuno di noi ha un'edicola di fiducia, e riesce ad apprezzare l'organizzazione, la vastità di prodotti offerti e ne riconosce l'importanza sociale e la grande disponibilità dei loro orari di apertura…Grazie al consigliere di Assomicroimprese Gianfranco Della Negra abbiamo ricevuto una panoramica precisa della difficile situazione in cui si trovano gli edicolanti e soprattutto quelli della nostra Regione                                                 Come associazione metteremo a disposizione della loro categoria i nostri mezzi per sensibilizzare l'opinione pubblica e diflucan purchase online chi di dovere affinchè si affronti seriamente il problema !

Ecco l'approfondimento del nostro consigliere Giancarlo Della doxycycline purchase Negra

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" Una cosa è certa se siamo un servizio pubblico, deve dircelo lo stato, il governo, e devono riconoscerlo, con tutto quello che ne consegue. non mi sembra giusto che noi ci comportiamo da servizio pubblico, e gli altri ci uccidono perchè dicono che siamo nel libero commercio. La nostra Regione, dopo le Lenzuolate (liberalizzazioni) di Bersani ci ha inserito nella legge del commercio,                   L'edicolante non può scegliere quali pubblicazioni ricevere e mettere in vendita, ne la quantità, deve pagare le pubblicazioni in anticipo, e non può toccare i prezzi imposti dagli editori.

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Se pensiamo che il nostro guadagno (aggio) sulla vendita di un quotidiano è di circa 20 centesimi lordi (10 netti)  comprendiamo  perche 10.000 edicole hanno chiuso negli ultimi anni, (oltre 2000 solo nel 2012).

Udine ci sono 100.000 abitanti, circa 80 edicole (attualmente 72) una ogni 1250 abitanti, contro una media nazionale di 1 edicola ogni 2000 abitanti, hanno chiuso i battenti ultimamente 8 edicole, il 10% .

Fatevi la domanda: come mai gli abbonamenti ad un privato cittadino vengono proposti con anche l' 80 di sconto, mentre a noi le stesse pubblicazioni vengono date con il 19% di sconto. Semplice, gli editori  se ne fregano il loro principale introito sono i contributi dello Stato a pioggia e quelli derivanti dagli inserzionisti della pubblicità.

Voglio porre l'attenzione su di un altro argomento:  in Italia ci sono 100 soggetti privati (Distributori Locali) che hanno il monopolio della distribuzione, in poco tempo si dimezzeranno fagocitando i più piccoli. In Friuli Venezia Giulia, tolto il Pordenonese, abbiamo un unico Distributore per Trieste, Udine, Gorizia, Monfalcone, Tarvisiano, Grado, Bibione, Cervignano, Lignano, etc di fatto quasi tutto il FRIULI VENEZIA Giulia.

Il Si.Na.G.I. Di cui sono membro del Direttivo Nazionale, dopo aver proclamato lo sciopero per i gg. 24,25,26, lo ha rinviato su sollecitazioni e promesse di Bersani, di Vendola, di Peluffo (Sottosegretario all'editoria) del Prefetto di Roma che riconosce alla categoria il ruolo di  pubblico di servizio. Pur attenendomi e rispettando la decisione dell'Esecutivo Nazionale, mi dichiaro perplesso non avendo molta fiducia di tante promesse fatte in periodo elettorale. Primo perchè la piazza di Udine come tutta la categoria, mai  è stata pronta come ora ad aderire alla protesta in grandissima percentuale; secondo perchè la protesta, è non solo nei confronti del Governo, ma anche della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali), per la richiesta del rinnovo di Accordo Nazionale, dignitoso, ormai scauto da 3 anni.

Al Governo e alla politica chiediamo :

• Una riforma dell’editoria che chiarisca, per esempio, che la parità di trattamento si deve dare alle testate, non ai loro gadget; tutti i giornali devono essere visibili in tutte le edicole, cosa diversa sono i piatti, le sigarette elettroniche e tutti gli oggetti puramente commerciali.

• Di riconoscere alla vendita di giornali e riviste quella funzione di rilevanza costituzionale, che tutti teoricamente ammettono ma che non è completamente riconosciuta dalle leggi, e si riconosca alle edicole quel ruolo di servizio di utilità pubblica, che effettivamente svolgono tutti i giorni, in ogni luogo.

• L’istituzione di un tavolo di compensazione presso il Dipartimento Editoria che possa diventare un riferimento per tutto il settore.

• Di favorire rapidamente un processo di inserimento di tutta la filiera, nel Registro degli Operatori della Comunicazione, dove già sono presenti gli editori, ma dove dovrebbero stare anche i distributori locali, riconoscendone la figura giuridica, e i Rivenditori, che attraverso un processo completo di informatizzazione, possano così certificare le vendite, requisito essenziale, secondo le nuove normative di legge, per accedere ai finanziamenti pubblici.

• La ridefinizione dell’Art.39 della legge 27 del 24/03/2012, riscrivendolo come era originariamente

• L’individuazione di strumenti, quale percorsi di riqualificazione professionale gestiti dal pubblico a sostegno di quelli che comunque lasceranno il settore, strumenti presenti nel nostro paese, ma a cui questa categoria non può accedere.

• La revisione e ridefinizione dei finanziamenti pubblici all’editoria

A Governo, Fieg e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato chiediamo :

• La facoltà di scelta del distributore locale mediante referendum, in ogni area di distribuzione, o in alternativa, più distributori locali presenti, in concorrenza, sulla stessa area di distribuzione, tra cui poter scegliere come singole rivendite. 

Alla Fieg ( Federazione  Editori  Italiana Giornali ) chiediamo : where to buy arimidex bodybuilding

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• L’apertura del confronto per il rinnovo dell’accordo nazionale, un accordo di filiera, in cui tutte le componenti siano presenti

• L’applicazione puntuale del “contratto estimatorio” e la ridefinizione della classificazione del prodotto editoriale, distinguendo chiaramente le testate di prima uscita, da tutte le altre, che pur avendo la propria ragione di vendita in edicola, devono avere condizioni economiche e normative differenti dalle prime. Una modalità di facile riconoscimento con  una data non modificabile in modo visibile sulla copertina. 

Dobbiamo pensare quindi che le edicole e quindi il diritto all'informazione sia condannato all'estizione?  Oppure si può fare qualche cosa?

–   Gli editori dovrebbero tornare a creare prodotti nuovi per soddisfare i lettori, non vendendo solo  gadget e pubblicità, avendo a disposizione una  rete di vendita esclusiva, come le nostre edicole.

I Distributori dovrebbero essere arginati nell'abuso quotidiano della loro posizione monopolistica dominante.

–  I giornalai dovrebbero continuare il loro servizio dall'alba al tramonto con aggi (utili) però che gli cosentano di vivere dignitosamente.

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Ma tutto questo richiede dei patti uguali fra tutta la filiera editoriale (editore, distributore, edicolante), con eguale dignità, e che il Governo stabilisca nuove regole (Riforma Editoria) che assicurino il diritto del cittadino all'informazione e la libertà di impresa degli edicolanti, NON agli Editori POTERI, agli edicolanti DOVERI. "

                                            Gianfranco Della Negra

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